L’uomo dei boschi non va in letargo

Nei mesi invernali la natura riposa; chi mai l’ha detto?

Io direi piuttosto che approfitta del freddo per riorganizzarsi per il periodo successivo, la primavera, ma in maniera meno appariscente.

Durante le uscite invernali, quindi, potete osservare la struttura degli alberi, cosa un po’ più difficoltosa nei periodi in cui sono ricoperti di foglie. E anche se il bosco potrebbe sembrare un ambiente senza vita, se osservate più attentamente potrete notare che la foglia caduta lascia il posto a un germoglio pronto a schiudersi ai primi tepori primaverili.

Gli alberi e gli arbusti privi di foglie, ci offrono anche la possibilità di scoprire e osservare i nidi, le loro varie forme e le tecniche di costruzione impiegate dagli uccelli. I nostri amici pennuti sono dei veri e propri geni dell’architettura !

Sconsiglierei, però, di raccogliere i nidi per farne una collezione. Alcune specie di uccelli, infatti, riutilizzano lo stesso ogni anno.

Lo sapevate che la maggior parte degli uccelli non possiede una “casa” vera e propria? Per lo più costruiscono dei nidi temporanei (annuali) che usano per la riproduzione, mentre altri si servono di ripari semipermanenti. Altri ancora occupano il nido di altri uccelli, o addirittura di altri animali come lo scoiattolo.

Mi raccomando, l’uomo dei boschi non disturba gli uccelli quando occupano un nido, lo stanno costruendo o quando contiene delle uova o dei piccoli indifesi. Ma l’uomo dei boschi, osservando la forma del nido, i materiali usati, il metodo di costruzione e l’ubicazione, riesce sempre a riconoscerne il proprietario.

E l’uomo di città? È facile che scambi il nido di un uccello per quello di un piccolo mammifero come il topolino delle risaie o il moscardino. Quest’ultimo, infatti, è solito costruire all’interno delle siepi un riparo di forma sferica, intrecciando fili d’erba e striscioline di corteccia.

L’uomo dei boschi capisce anche quando il nido è usato o abbandonato, osservando per esempio gli escrementi contenuti nel nido o sparsi sul terreno circostante.

La maggior parte di voi risponderebbe non lo so, altri direbbero (indipendentemente dalla grandezza, forma e colore) che sono tutti passeri o merli, come mi è già capitato di sentire.Ma torniamo al nostro bosco. Abbiamo detto che in questo periodo, con gli alberi e gli arbusti spogli, è più facile  scorgere le sagome degli uccelli posati sui rami. E se qualcuno vi chiedesse: ma che uccello è?

Lo so. Durante le uscite, a meno che siano dedicate all’osservazione della natura, non c’è sicuramente il tempo necessario per studiare attentamente gli uccelli. Però potete farlo con tutta tranquillità a casa vostra.

Mi direte: in città? Sì, in città!

Durante i mesi invernali, vuoi per la temperatura più mite rispetto al bosco (1-2 gradi in più), vuoi per la maggiore possibilità di trovare cibo e tranquillità, molte specie di uccelli migrano e si rifugiano nei nostri giardini e alberi. La finestra di casa vostra, quindi, può diventare l’osservatorio migliore. Basta spargere un po’ di cibo sul davanzale o sul giardinetto sotto casa per, dopo alcuni giorni o al massimo qualche settimana, avere i primi ospiti da osservare da vicino. Cosa molto difficile nel bosco.

Per capire chi sono, aiutatevi con una guida tascabile che potrete trovare a poco prezzo in una qualsiasi libreria. Non servono libri costosi con mille fotografie, sono da preferire quelli illustrati con disegni, perché di solito mettono in evidenza solamente le principali caratteristiche utili all’osservazione.

Una cosa importante: annotate sempre sul Quaderno di Caccia le varie osservazioni fatte. Come il numero di esemplari e il tipo di presenze, il comportamento, la forma, la dimensione, il colore, il canto, il cibo preferito ecc. Non confidate esclusivamente nella vostra memoria!!!

Nel periodo invernale, quindi, dar da mangiare agli uccelli permetterà a voi di conoscerli e vederli un po’ più da vicino, e a loro di superare questo brutto periodo. La fornitura naturale di frutta, semi e insetti, infatti,  diminuisce in modo deciso.

È possibile aiutare i nostri amici pennuti utilizzando delle apposite mangiatoie, che naturalmente potete costruire voi, con materiali di recupero come le cassette in legno. Ricordatevi anche di rifornirle con i cibi più adatti per ogni specie. Dividendo la mangiatoia in più scomparti, potrete determinare con più esattezza a chi piace cosa.

Il primo cibo che vi verrà in mente sono le briciole di pane, perfetto, ma possiamo usare anche i semi di girasole, avena e miglio. Poi ci sono noci, nocciole, arachidi (non tostate, non salate o con muffa). Il grasso (una fettina di lardo), la frutta (pere e mele ammaccate, tagliate a metà, perché raramente gli uccelli mangiano un frutto intero, non consumato). Ma direi che ogni avanzo di cucina può andare bene, l’importante è che non sia né salato né pepato.

Scheda di alimentazione degli uccelli che frequentano le nostre città nel periodo invernale.
PANE
BRICIOLE
DI
DOLCI
SEMI
AVENA
MIGLIO
SEMI
GIRASOLE
NOCI
NOCCIOLE
COCCO
ARACHIDI
GRASSO
FORMAGGI
FRUTTA
PASSERO
PETTIROSSO
MERLO
FRINGUELLO
VERDONE
CINCE
CAPINERA
TORTORA
STORNO

Cosa importantissima!!! Una volta che avrete iniziato a rifornire la mangiatoia, dovrete continuare a farlo senza interruzione fino a primavera. Interrompere significherebbe creare grossi disagi ai nostri amici pennuti.

Un’ultima cosa. L’uomo dei boschi, anche se il clima è rigido, non se ne sta rintanato in casa. Perché, come dice B.P.: “Non esiste il bello e il brutto tempo, ma il buono e il cattivo equipaggiamento”.

In inverno l’uomo dei boschi, forse più che mai, nel silenzio del bosco riesce ad ascoltare la voce di Colui che tutto ha creato e donato.

Buona strada

Luciano Beraldo

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Author: Luciano Beraldo

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