Il 3 aprile 2015, noi Esploratori del riparto Atheste, eravamo al campo pasquale vicino all’Isola dei Morti sul Piave. Lungo il greto abbiamo analizzato dei sassi con Alessandro, un capo del gruppo di Vicenza che era venuto in visita da noi.
Per molti le pietre sono la cosa più noiosa del mondo, ma per alcuni sono proprio il contrario, come per i collezionisti, i tagliatori di pietre preziose e molti altri. Il luogo del nostro campo era perfetto per un attività di geologia, infatti lì c’era una distesa enorme di sassi dalle dimensioni più svariate. Alessandro ci ha spiegato in parole povere da dove veniva quella marea di pietre.
All’inizio ci siamo separati nelle squadriglie, a cinquanta metri di distanza dalla riva. Dopo di che abbiamo analizzato dei sassi e, quando ci siamo confrontati tra squadriglie, le misure dei sassi erano uguali, tranne una squadriglia che era andata con un retino sul fiume, e non aveva raccolto nulla. Alessandro ci ha fatto capire che, in teoria la corrente spinge i sassi più grandi lentamente rispetto a quelli più piccoli e così percorrono meno strada. Ci ha raccontato che in montagna i sassi sono così grandi che l’acqua crea percorsi tra di loro, mentre al mare sono dei granellini.
Infine ci ha spiegato che le pietre si formano, principalmente, in due processi: sedimentale o magmatico. Il primo gruppo comprende le rocce formate per sedimentazione di detriti e poi consolidate. Il secondo invece, rappresenta le rocce ottenute dalla solidificazione del magma. Dopo ha parlato delle rocce calcaree, che sono sempre di formazione sedimentare, ma con uno strato di calcare. Per concludere la spiegazione ci ha fatto vedere un esperimento: presa una roccia con del calcare, ha versato sopra di essa l’acido muriatico ed abbiamo visto il calcare sciogliersi subito.
Grazie a questa attività abbiamo capito che quando vediamo un sasso, possiamo facilmente osservarlo e classificarlo per capire la sua storia!
Marco Furlan, Sq Falchi