Il fango sugli occhi

Riconosci i tuoi desideri

A Carceri c’è un’abbazia meravigliosa che da un po’ è diventata il Centro di Spiritualità Scout di Carceri(CSSC) intitolato a Giulia Spinello, Scolta del Clan AGESCI di Santa Giustina in Colle (Padova). Nel fine settimana del 3 e 4 dicembre i due Fuochi di Este hanno partecipato all’uscita proposta dal centro assieme ai Clan AGESCI di Santa Giustina, appunto, e di Zelarino Trivignano.

Il tema aveva lo stesso titolo di quest’articolo, basato sul passo del Vangelo di Giovanni che racconta dell’uomo nato cieco e al quale Gesù ridona la vista. Sono stati due giorni intensi che personalmente devo ancora assimilare grazie alla quantità di stimoli ricevuti che mi hanno scossa profondamente e che hanno suscitato forti sensazioni anche nelle Scolte e nei Rover che hanno preso parte all’uscita.

Abbiamo camminato assieme da Este a Carceri ma il tratto più straordinario è stato percorso con una benda sugli occhi! Quanto è difficile camminare facendosi condurre da chi ti sta davanti. E a nostra volta condurre chi ci sta dietro! Ci siamo dovute fidare ed affidare! Ci siamo sentite smarrite, deboli, disabili. Che ricchezza quella momentanea disabilità! Che sollievo togliere la benda, tornare a vedere. In questa ritrovata prospettiva, la strada che ci separava dall’abbazia è diventata un piacere e, anche se oramai era buio, ognuno di noi ha posto un piede davanti all’altro con leggerezza, voglia di arrivare e di conoscere i compagni di viaggio. Siamo stati provocati dalla Capocampo con una domanda tanto semplice quanto spinosa: “Come ti vedi tu? Come ti vedono gli altri?”. Quante cose ogni giorno non vogliamo vedere… È difficile condensare due giorni così in poche righe, forse con una preghiera che piace tanto al nostro fuoco: “aiutaci a mettere in risalto il molto che ci unisce e non il poco che ci divide“. Questo è stato l’hashtag più utilizzato, togliere il fango dagli occhi.

#togliere

Abbiamo tolto la benda in tutti i sensi e senza quella abbiamo visto il molto che unisce l’associazione FSE a quella AGESCI, anche tra Capi: tutti siamo follemente innamorati del metodo Scout e dei nostri ragazzi.. che piacere conoscere la persona che sta sotto il fazzolettone. Il cieco sa riconoscere Gesù che passa davanti a lui al tempio.

Gli occhi più importanti che ho incontrato sono stati quelli umidi della Capo Clan di Santa Giustina in Colle mentre mi raccontava di Giulia Spinello, la sua scolta e di come sia stato difficile ripartire con gli altri con quel peso, con la comunità intera. Un Capo Clan, una Capo Fuoco non è il genitore, non è un fratello, non è un insegnante ma ha un progetto e investe tante energie e tanto bene. Mentre parlava stavo male con lei. Capivo.

Quest’uscita ha provocato molte sensazioni, anche rabbia. Rabbia quando ognuna di noi è diventata quel cieco, ancora una volta bendate con qualcuno tra i Capi a rappresentare i farisei, i perfetti, gli “illuminati”. I farisei nel Vangelo giudicano, non vedono, si lasciano sfuggire Gesù perché accecati dalle loro convinzioni…così noi siamo state provocate e con uno dei cinque sensi in meno è tutta un’altra storia. Ho visto le Scolte ferite.. e che fatica stare a guardare, che fatica non intervenire per proteggerle. Che forza ho dovuto cercare, per stare loro vicino e lasciare che crescessero, anche così, da sole. Ho visto le Scolte arrabbiarsi, provocate, infuocate. Ho visto le scolte vive. Nell’ora di deserto a seguire ognuna è stata chiamata a riconoscere i propri desideri, a parlare con sé stessa ed è così che il vero fango si è tolto dagli occhi.. e quella nuova leggerezza si è vista, eccome se si è vista. Si è vista nell’abbraccio spontaneo che ha sostituito la stretta di mano durante lo scambio della pace, tutti più vicini, una Comunione di occhi e di sorrisi.

#ilmoltocheciunisce

Cristina Resente, Aquilotto giocherellone

foto_scolte_uscita-carceri

Author: Francesco Miricola

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