IL BOSCO: Il supermercato dell’uomo dei boschi

Dopo la lettura del precedente articolo, forse la schiera degli aspiranti “UOMINI DEI BOSCHI” si è ingrossata.

Qualcuno avrà riconosciuto qualche albero in più, non solo osservandolo, ma anche strofinandone le foglie e annusando.

Se volessimo fare un ulteriore passo, potremmo riconoscere gli alberi anche dalla voce.

No, non sono impazzito, provate ad ascoltare con attenzione e sentirete che le foglie mosse dal vento generano una propria “voce”.

Tasso

Tasso

L’UOMO DEI BOSCHI non si accontenta di chiamare per nome gli amici alberi ma ne conosce anche l’utilità. Ogni pianta ha le proprie caratteristiche, non tutte sono adatte per esempio a cucinare, ci sono quelle che producono molta fiamma ma danno poche braci e viceversa.

Rimanendo in materia culinaria, quando cucina alla trappeur, l’UOMO DEI BOSCHI sa che deve accendere il fuoco lontano dagli alberi. Non solo perché potrebbe causare un incendio, ma anche perché con il calore provocherebbe dei danni irreparabili a degli amici. Sa poi che tipo di legno usare per fare gli spiedini, infatti non tutti sono adatti a questo uso. Per esempio, sa che con la Robinia, il Sambuco, il Fico, il Maggiociondolo ecc. è assurdo farlo, perché il cibo diventerebbe sicuramente immangiabile, se non addirittura nocivo per la salute.

Vi voglio a tal proposito elencare alcune piante velenose abbastanza comuni nei nostri boschi:

Pruno Selvatico

Pruno Selvatico

ROBINIA: l’intera pianta;

MAGGIOCIONDOLO: l’intera pianta;

OLEANDRO: l’intera pianta;

FUSAGGINE: foglie, frutti, fusto, corteccia e linfa;

SAMBUCO: foglie, radici, corteccia e linfa;

TASSO: semi, foglie;

FAGGIO: semi.

Prunus Spinosa

Prunus Spinosa

Gli alberi e gli arbusti velenosi, però, sono relativamente pochi rispetto alle erbe e ai funghi.

Per questo l’UOMO DEI BOSCHI è molto cauto nel cibarsi di erbe, funghi, bacche e frutti, e quando lo fa, è perché conosce veramente ciò che sta mangiando.

Quante volte durante il campo estivo ho visto ragazzi mangiare frutti e bacche tipo lamponi, mirtilli, pruno selvatico, fragole ecc., ma sapevate che esiste anche il falso mirtillo (Vaccinium Uliginosum)? Decisamente da scartare e da lasciare come cibo invernale per gli uccelli!

Sapevate che il frutto del Pruno selvatico è commestibile soltanto a piena maturazione e che se mangiato prima, sebbene di bel aspetto, vi farebbe sputare per diverso tempo avendo un sapore molto acre e acidulo?

Con queste righe ho voluto richiamare l’attenzione sui pericoli in cui si può incorrere se si è superficiali.

Sambuco

Attraverso vari tentativi, spesso letali, l’uomo ha saputo conoscere le piante di cui poteva cibarsi o curarsi. Ora, però, allontanandosi dalla natura, ne ha perso la capacità e la conoscenza è limitata a pochi specialisti.

Vi siete mai posti l’interrogativo: conosco veramente questa pianta, è innocua?

B.P. ha detto: “Lo Scout non è uno sciocco”. E dato che uno Scout non è uno sciocco, sicuramente si documenterà per non incorrere in imprevisti spiacevoli.

A questo punto vorrei proporvi una cosa da fare prima della prossima uscita o campo di Sq.

Sambuco

Sambuco

Documentatevi sugli alberi utili e non, sui frutti di cui vi ho parlato, e durante il campo cercate di individuarli. Nel caso abbiate qualche dubbio (vi posso assicurare che anch’io all’inizio ne avevo moltissimi) consultate qualche “vero” esperto.

Per aiutarlo nella determinazione, cercate di raccogliere tutta la pianta (naturalmente se è di piccole dimensioni) avendo cura di ripulire la radice e gli organi sotterranei dalla terra.

Per le piante legnose, arbusti e alberi, si recide un rametto caratteristico della specie in esame. Deve essere provvisto di foglie e fiori, o almeno di foglie e frutti perché è molto difficile e spesso impossibile determinare una pianta avendo a disposizione una sola parte di essa (per esempio una foglia o la corteccia).

Robinia

Robinia

Il materiale così raccolto per la determinazione (lo stesso vale anche per preparare un erbario) può essere portato a casa in due modi. Il primo è con una pressa, il secondo introducendo i reperti in sacchetti di polietilene (quelli del supermercato).

La pressa è formata da due robusti cartoni o fogli di compensato disposti come la copertina di un libro, in mezzo vengono messi vecchi fogli di giornale. Infine, i reperti devono essere adagiati fra i due fogli centrali del giornale.

La pressa deve essere sempre mantenuta chiusa mediante una cinghia, in modo che gli esemplari appena raccolti vengano sottoposti a una modesta pressione.

Robinia

Robinia

I sacchetti di polietilene, invece, vanno chiusi con un elastico e introdotti in una custodia rigida come un cestino o una valigetta, questo per proteggere le piante dagli schiacciamenti.

Il polietilene, grazie alla saturazione di umidità che si crea nell’aria interna, forma un involucro impermeabile che conserva la freschezza delle piante per diverse ore.

Se a ogni campo o uscita riuscissimo a determinare alcune piante (non tante), un po’ alla volta la nostra conoscenza aumenterebbe e la nostra permanenza a contatto con la natura diventerebbe sempre più piacevole. E se ne avremmo bisogno, sapremmo come utilizzare i suoi prodotti.

Luciano Beraldo

Maggiociondolo

Maggiociondolo

Maggiociondolo

Maggiociondolo

Fusaggine Euonymus

Fusaggine Euonymus

Fusaggine

Fusaggine

Fusaggine

Fusaggine

Oleandro

Oleandro

Faggio

Faggio

Faggio

Faggio

Falsa fragola - Fragaria

Falsa fragola – Fragaria

Fusaggine

Fusaggine

Author: Luciano Beraldo

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