Brezza di pace

Quest’anno, come ormai tutti sapete, la nostra associazione (Italiana) compie i suoi 40 anni. Molti di noi non hanno nemmeno la metà di questi anni, eppure festeggiamo tutti assieme questo compleanno. Come mai? Sicuramente è un modo per ringraziare chi, quarant’anni fa, ha compiuto grandi sforzi per fondare questa nostra associazione, ma anche per non dimenticare che, seguendo i propri ideali con grande determinazione, si possono creare grandi realtà. Vent’anni prima è successa una cosa molto simile, che sarebbe un errore venisse dimenticata poiché, senza questa, nemmeno l’Associazione Italiana delle Guide e degli Scout d’Europa sarebbe nata, non almeno in questa veste.

Siamo nel 1956. La guerra è finita da poco più di dieci anni ma le ferite inflitte a tutta l’Europa sono profonde e, dove la vita è ripresa, hanno lasciato profonde cicatrici. I gruppi scout, come in Italia, sono rifioriti velocemente, cavalcando quel grande desiderio di lasciarsi la guerra alle spalle e di portare il grande spirito di fratellanza così voluto da B.P.. A Colonia, nella Germania Occidentale, in occasione della festività di Tutti i Santi, si riunisce un gruppo di scout tedeschi, in parte cattolici, in parte protestanti. Ma chi sono questi ragazzi?

Sono giovani tra i quindici e i venticinque anni, cresciuti quindi durante la guerra o nel periodo immediatamente successivo. Hanno sofferto il conflitto, sia dal punto vista bellico, con genitori, parenti e amici periti al fronte, ma anche nella vita quotidiana, per la paura costante dei bombardamenti, la mancanza di acqua, cibo, medicine, alcuni anche fuggiti di casa. Per qualcuno magari il ricordo è un’ombra scura nella loro memoria, ma lo rivivono nel volto dei genitori, o negli atteggiamenti chiusi nei confronti degli altri paesi. Siamo in piena guerra fredda, e questo doveva essere molto sentito soprattutto dai ragazzi della Germania Ovest, ma anche in quella corrente di idee che porterà l’anno seguente alla nascita della Comunità Economica Europea. TESTIPer capire il loro stato d’animo vi riporto le parole di uno dei partecipanti a questo incontro, tratto da Passat¸ la rivista associativa tedesca dell’epoca.

« […] alcuni ragazzi e alcune ragazze si sono detti che era impossibile ricominciare ogni venti anni a battersi gli uni contro gli altri, mentre milioni di orfani aspettano il loro turno per partire per un nuova guerra… Di fronte ai mucchi di cadaveri portati dalle ruspe, alle città rase al suolo, ai bambini bruciati col napalm… qualche cosa si è ribellata dentro di noi e ha urlato “BASTA!” […] Ci siamo impegnati con tutte le nostre forze in questa battaglia contro coloro che vogliono seminare in noi la diffidenza e l’odio […] Solamente con il nostro sorriso, con le nostre mani aperte e il poco che possediamo, un cuore di esseri umani liberi e leali, siamo andati verso gli altri, accettando la stessa croce rossa caricata d’un giglio d’oro […] E al di sopra delle divisioni degli uomini, abbiamo, per questo, voluto essere Scouts d’Europa. »

Sono stati questi ragazzi a dire vita all’organismo internazionale che ospita la nostra associazione. Partito da un gruppo di Scout tedeschi, desiderosi di creare un’associazione che fosse di spirito fraterno con le altre nazioni europee ma che avesse anche una radice cristiana, perché, “per i giovani riuniti a Colonia la stella polare indicata dal giglio della bussola è Cristo”.

In pochi anni altri riparti si affiliano alla neonata Federazione degli Scouts d’Europa. Nel ’58 nasce l’associazione francese e 5 riparti inglesi, francesi e tedeschi effettuano un campo comunitario in Irlanda. Nel ’59 nasce l’associazione inglese (da un aiuto Capo britannico in servizio a Düsseldorf), nel ’60 quella belga, nel ’62 lo scoutismo europeo arriva in Olanda. L’associazione è giovane ma piena di fermento e vitalità: dal ’59 al ’64 vengono organizzati quattro piccoli campi federali, chiamati Jamborette, che permettono a mille ragazzi di vivere esperienza uniche.

La storia poi continua, tra alti e bassi, tra dibattiti e riforme, ma non dobbiamo dimenticare come tutto è iniziato. Un piccolo gruppo di ragazzi, con forti ideali di pace e fraternità, un fede forte in Cristo e la consapevolezza che per migliorare il mondo in cui viviamo dobbiamo prima di tutto mettere in gioco noi stessi.

Author: Francesco Miricola

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