Posted by Luciano Beraldo on Giu 21, 2015
Ami la natura?
Vi devo fare una confidenza. Più di una volta mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla “NATURA” e la mia risposta è sempre stata: “NO!”. Ho sempre ritenuto che la natura, più che descritta, va vissuta; perché per viverla si deve entrare in essa. B.P. dice: “Attraverso lo Scoutismo il ragazzo ha la possibilità di mettersi sulle spalle lo zaino dell’uomo di frontiera e di sentirsi parte della grande famiglia degli UOMINI DEL BOSCO”. Molti di voi diranno: come posso sentirmi un uomo dei boschi quando trascorro tutto l’anno in città, in mezzo a un traffico infernale? Per buona parte del giorno sono rinchiuso a scuola, poi ci sono i compiti a casa, la riunione di Sq. (in sede), l’attività di riparto il più delle volte in patronato fra quattro mura… Il bosco lo vedo solo quando partecipo a qualche uscita di Sq. o vado al campo estivo (ricordo che quando ero Esploratore l’uscita era sempre un momento di gioia, ma allo stesso tempo mi sentivo impacciato nel muovermi in un ambiente che non era il mio). Viene spontaneo dire: beati gli Scout che vivono in piccoli paesi o in campagna, loro sì hanno molte possibilità di vedere la natura! Effettivamente loro la vedono più di voi, purtroppo, pochi la osservano. Ma che gioco di parole è questo? Vedere!! Osservare!! Certo, tutti vedono, o almeno credono di vedere, pochi osservano. Vi posso assicurare che osservare è bello, tra l’altro non costa niente! Bastano due occhi, due orecchie e un cervello che “gira”. Cosa c’entra il cervello che gira con l’osservare? Per capire ciò che osserviamo dobbiamo pensare, riflettere, dedurre. Così facendo, un po’ alla volta, riusciremo a dare una risposta ad alcuni dei tanti perché (in materia di natura) accantonati a suo tempo con un “mah!”. Immagino che le mie prime reazioni a contatto con la natura siano state quelle di tanti Scout: “Ma, non so, non conosco… è meglio lasciar perdere!!!”. La provvidenza, però, è venuta in mio soccorso quando mi fu assegnato il posto d’azione di naturalista. Fui costretto, così, a documentarmi in materia per far conoscere agli squadriglieri (contro la loro voglia!!) la fauna e la flora che incontravamo durante le uscite. Il mio primo problema fu riconoscere dal vero ciò che vedevo sui libri, tutte le foglie si assomigliavano, non parliamo poi delle...
Read more